PER UNA SINISTRA “DI SINISTRA”
Scritto da Administrator   
giovedě 04 marzo 2010
La Federazione della sinistra (Prc, Pdci, Sinistra 2000) non appoggerà alle regionali della Campania del 28 e 29 marzo la coalizione capeggiata da Vincenzo De Luca, presentando una propria lista con Paolo Ferrero candidato presidente. Le ragioni di questa scelta difficile ma inevitabile sono fondamentalmente due: in primo luogo la figura di Vincenzo De Luca non è compatibile con un'idea, per quanto diluita, di “sinistra” politica; in secondo luogo, il centro sinistra, nella competizione campana, ha portato alle estreme conseguenze la sua linea perdente di completa omologazione ai metodi ed alle scelte della destra.
    L'attuale candidato del centro sinistra ne è la perfetta rappresentazione. Nei 16 anni in cui ha go¬vernato la città di Salerno, ha costruito un granitico sistema di potere, imperniato sull'alleanza con alcuni imprenditori delle costruzioni e dei servizi, nonché sul controllo ferreo e capillare delle so¬cietà partecipate dal Comune. Gli storici detentori della rendita fondiaria hanno trovato in De Luca il loro più strenuo difensore. I loro interessi sono curati e promossi con la grinta di un potere personale alimentato dal dominio assoluto sulla vasta rete di società ed enti creati nel frattempo, at¬traverso i quali si assumono persone, si conferiscono appalti ed incarichi di rilevante portata, si effettuano scelte stra¬tegiche sul territorio, avendo come esclusiva risorsa finanziaria il pubblico danaro, operando in regime di monopolio, in un contesto nel quale è pressoché scomparsa l'iniziativa privata (sotto forma di industria o di artigianato), che non sia direttamente o indirettamente alimentata (appaltata) dalle società guidate dal comune.
    Al paragone, la galassia clientelare del “sistema Bassolino” è una sorta di Walt Disney. Negli ultimi 15 anni Salerno ha conosciuto un processo di quasi totale deindustrializzazione, se¬guito dalla frenetica riconversione, ad opera del Comune, dei suoli industriali in aree commerciali o residenziali. Non a caso, le vicende giudiziarie del candidato governatore del centro sinistra ri¬guardano episodi connessi all'accaparramento di aree dismesse a scopo di speculazione fondia¬ria. E nemmeno è un caso che la distruzione di migliaia di posti di lavoro e la scomparsa della così detta “zona industriale” si sia consumata nel più assordante dei silenzi, senza che il sindaco di Salerno abbia mai speso su questi drammatici avvenimenti una sola parola.
    Il candidato governatore del Centro sinistra è stato abile nel crearsi una nomea di efficiente  amministratore. Eppure, da oltre dieci anni languono i lavori della metropolitana, non conoscono fine quelli del nuovo tribunale e della stazione marittima. Salerno conosce un sensibile decremento demografico ed è ai vertici delle graduatorie nazionali per i protesti cambiari, per i costi stellari degli immobili, per le cattive condizioni di vivibilità. L'industria è in via di estinzione, l'artigianato, del Centro sto¬rico e del porto, è stato spazzato via in favore di un abnorme crescita del commercio e dei pubblici esercizi, unito alla demenziale proliferazione dei centri commerciali.
    La corte Dei Conti della Campania smentisce la strombazzata buona amministrazione, contestando al Comune di Salerno per l'anno in corso oltre un milione di danni per varie irregolarità ammini¬strative.
    Ciò non impedisce al candidato governatore di dare inizio ad opere faraoniche – destinate e rimanere incompiute -, come quella del cosi detto Crescent, opera dirompente sul piano sociale e urbanistico, in radicale contrasto con le linee originarie del Piano regolatore, estranea e contrapposta alla fisionomia del luogo su cui do¬vrebbe sorgere.
    Non meno preoccupante è il profilo culturale che emerge dalle copiose dichiarazioni che il candi¬dato del centro sinistra è aduso rilasciare. E infatti, la stampa locale ha reso noto tempo addietro, ai sudditi della Città l'auspicio del sindaco, affinché le sue ceneri riposino in un cenotafio posto al centro della edificanda Piazza della Libertà; oppure che Berlinguer era un perdente rispetto alla tempra ed alle capacità di Berlusconi, che sa come vinconcere le elezioni; oppure, che, lui, i clandestini li prende a “calci nei denti”, ecc., ecc. Tanto da far scrivere all'onorevole Emanuele Macaluso sul Riformista del 14/11/2007: “Perché De Luca non sta con Storace?”
    Un candidato siffatto non può essere il candidato della sinistra. Così come non può essere separa¬to da quello che fa e da quello che dice. Non può essere etichettato “di sinistra” o di “centro sini¬stra”, pur facendo una politica di destra, pur praticando il clientelismo più deleterio, pur collocan¬dosi, sul piano politico e culturale, al fianco dei peggiori arnesi della Lega Nord.
    Queste sono le motivazioni per la quali La Federazione della sinistra non ha potuto accettare di far parte di una coalizione che nella sostanza delle scelte e dei metodi politici non si distingue in nulla dall'ideologia e dalla politica della destra.

    Il programma della Federazione della sinistra relativo alla campagna elettorale in Campania e maggiori approfondimenti sugli argomenti trattati sono a questo link
Ultimo aggiornamento ( giovedě 04 marzo 2010 )