| In merito alla giornata del 7 Luglio |
| Scritto da Administrator | |
| mercoledì 08 luglio 2009 | |
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In merito alla commemorazione della morte di Carlo Falvella, organizzata dal fratello Marco, a nome dell’Associazione “Urla nel silenzio”, ritengo necessario fare alcune precisazioni, essendo stata coinvolta, mio malgrado e malgrado l’esplicita NON adesione e tantomeno partecipazione, comunicata a mezzo email al Dott.Marco Falvella, mia, del mio partito e dei Giovani Comunisti, all’iniziativa di cui sopra. Delle due l’una, o ci sono difetti di comunicazione da parte degli organizzatori o c’è una scelta di parte, presentata, ma solo a parole purtroppo, come percorso di educazione alla non violenza. Infatti, si è determinata grande confusione nell’elenco dei “partecipanti” che, preciso, in molti casi sono esponenti politici e di associazioni, come l’Anpi, che hanno con cortesia declinato l’invito proprio perché non apparivano chiare le finalità dell’iniziativa. Non credo che essere contattati e opporre un diniego alla partecipazione con garbo possa essere considerata come partecipazione. Premesso che sono assolutamente contraria e non ho mai praticato una politica che potesse incontrarsi anche alla lontana con una volontà di morte, non posso non rilevare che, per essere autentiche le finalità della suddetta Associazione, si sarebbe dovuto : 1) prendere le distanze da commemorazioni della morte di Carlo Falvella annunciate per la giornata del 7 luglio da parte di organizzazioni di destra che continuano una pratica di violenza nei confronti di giovani oppositori politici, che contrastano e dileggiano i valori della Resistenza e della nostra Costituzione, che, in sintesi, in nome di Carlo Falvella, predicano violenza (ho assistito personalmente ad analoga commemorazione avvenuta l’anno scorso con giovani in posa militare arringati da non più giovani storici esponenti della destra); 2) volgere gli occhi al presente e condannare tutti gli innumerevoli episodi di violenza perpetrati da giovani della destra nei confronti di giovani della sinistra, di extracomunitari, di rom, di senzatetto. Se l’iniziativa fosse stata veramente “libera”, questi sarebbero stati i quesiti che avrei voluto porre all’Associazione, insieme alla mia convinzione, peraltro già espressa al dott. Marco Falvella, che l’educazione delle giovani generazioni ad una pratica politica democratica passa attraverso la conferma che il campo in cui muoversi, il punto da cui partire sono la Resistenza e la Costituzione. Altrimenti siamo alla barbarie del giustificazionismo, all’idea che tutti siano colpevoli ed innocenti insieme. Ogni tentennamento, ogni posizione “bipartisan”, così tanto di moda, induce, a mio avviso, non solo a rinnegare la nostra storia e quindi a minare alla base un progetto di costruzione della società nelle forme della democrazia, ma addirittura incoraggia l’attuale violenza di destra nei confronti di tutti coloro che vengono ritenuti diversi da sé.
Titti Santulli Segreteria Provinciale Prc Salerno |
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 08 luglio 2009 ) |