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Vertenza ALVI PDF Stampa E-mail
Lavoro - Lavoro

200 OPERAI OCCUPANO IL COMUNE DI FISCIANO

 

 

FISCIANO (SALERNO) - Il partito della Rifondazione Comunista di Salerno è protagonista insieme ai lavoratori della vertenza del GRUPPO ALVI. Di buon ora lunedì 11 gennaio c.a. il consigliere comunale di Fisciano Giuseppe Sessa, il segretario Provinciale PRC Giuseppe Vernieri e il compagno Claudio Pagano hanno occupato insieme ai Lavortatori della “Piattaforma Logistica Fisciano”, che vanta 200 lavoratori tra logistica e trasporti, l’aula consiliare di Fisciano perché a distanza di 45 giorni non gli è stata riconosciuta la Cassa Integrazione Ordinaria. Con una azione sinergica tra l’Assessorato al Lavoro di Regione Campania e i compagni presenti nella lotta è stato convocato un tavolo regionale, con la partecipazione di Corrado Grabriele, dove è stata riconosciuta la cassa integrazione in deroga per la stragrande maggioranza dei lavoratori e sarà riconosciuta, in un incontro al Ministero del Lavoro il 21 gennaio 2010, la cassa integrazione straordinaria per l’unica azienda del gruppo ALVI che vanta più di 50 dipendenti. Il 14 gennaio c.a. dopo un’assemblea è stata liberata l’aula consiliare.

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Vergogna a S. Nicola Varco - Comunicato Stampa PDF Stampa E-mail
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COMUNICATO STAMPA

 

La Diaspora dei braccianti agricoli di San Nicola Varco.

 

Continua a non trovare soluzione la vicenda dei braccianti agricoli, in maggioranza magrebini, allontanati dalla struttura fatiscente di San Nicola varco ad Eboli.

Dopo anni di silenzio e di indifferenza, le istituzioni hanno deciso di affrontare energicamente la vicenda. Ieri il ghetto è stato sgombrato, e per circa 900 persone è iniziata la diaspora. Alcuni sono andati a dormire sotto le serre, altri accolti dalla Caritas e da altre strutture, molti sono fuggiti nei campi. Quelli sprovvisti di documenti, una sessantina circa, in questura. I rastrellamenti delle forze dell’ordine nelle zone agricole sono in atto. Ma la cosa più grave, che ci preme sottolineare, è quello che sta avvenendo in queste ore a Sicignano degli Alburni, dove il Sindaco Alfonso Amato aveva allestito una struttura di prima accoglienza per una settantina di migranti. Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nella struttura, adducendo come motivazione un presunto errore nella delibera comunale, allontanando così i dipendenti comunali ed a quanto pare il Sindaco stesso. Ci chiediamo come sia possibile provvedere ad uno sgombero senza prevedere una soluzione “tampone”, come si possa gettare le persone in mezzo ad una strada per poi rincorrerle. Ci chiediamo cosa debbono fare questi braccianti agricoli: scomparire?!!

Per domani mattina, ore 12:00 presso la federazione provinciale del PRC di Salerno, in via L.mare Colombo 351, è prevista una conferenza stampa del PRC con il Cons. Reg. Vito Nocera e l’Ass. Reg. Corrado Gabriele.

 

Nella mattinata di mercoledì 11 novembre nella Piana del Sele si è consumata una delle operazioni più vergognose degli ultimi anni, ai danni di circa 900 migranti di provenienza Magrebina. Circa 500 uomini delle forze dell’ordine, intorno alle 9 di mattina , in pieno assetto di guerra, bloccando strade, traffico e persone, hanno provveduto a sgomberare l’area-lager di S. Nicola Varco nel comune di Eboli.
Un’Area utilizzata da diversi anni da lavoratori extracomunitari impegnati, con salari e trattamenti schiavistici, nell’agricoltura della piana. Gli uomini delle forze dell’ordine, rigorosamente ripartiti tra carabinieri, polizia e guardie di finanza, a cui in ultimo si è aggiunta anche la forestale, comandati dal questore in persona, hanno fisicamente preso possesso dell’area ridotta ad un acquitrino fangoso e maleodorante. La storia di S. Nicola Varco parte da molto lontano : la fine degli anni novanta.
L’area di proprietà regionale dove insistono dei manufatti in cemento armato, senza coperture e senza pareti, divenne rifugio di braccianti stranieri, nel corso del tempo è riuscita ad ospitare anche oltre mille persone. Un luogo senza servizi di alcun tipo dove i giacigli si affiancavano senza spazio tra un letto e l’altro; niente acqua né bagni né energia elettrica solo costruzioni di cartone o plastica. Il lezzo e la sporcizia costringevano a turarsi il naso e chiudere gli occhi. Questo vero e proprio lager è cresciuto su se stesso nell’indifferenza di tutti, eccetto della Cgil, che ha provato ad introdurre strutture di civiltà scontando l’ostilità delle istituzioni. Epifani qualche anno fa visitò questo ghetto.
Il comune di Eboli nel cui territorio ricade l’ area, la regione Campania che ne detiene la proprietà , la provincia di Salerno , per non parlare del governo, non hanno mosso un dito per porre rimedio dando dignità a questa struttura antiumana. Tutti si sono girati dall’altra parte consentendo agli agrari ed ai caporali tutti migranti – i pessimi mestieri si ereditano con facilità- di imporre “disumane” condizioni salariali : 20 euro giornaliere di cui 5 vanno al caporale, senza che gli agrari sostenessero alcun costo per la permanenza di questi “dannati della terra”. Il motto è stato sempre: arrangiatevi. Mercoledì, invece, lo stato ha deciso di affrontare il problema energicamente. Qualche compagno, per un caso fortuito, è riuscito a sapere della decisione dello sgombero martedì in serata. Immediatamente, con un passaparola la voce si diffuse nell’ambito della sinistra, facendo affluire sul posto decine di compagni incluso il vertice della Cgil con in testa il segretario provinciale. Per tutta la notte, dopo aver tenuto assemblee con gli occupanti, si è provato ad organizzare una ritirata non violenta. Una parte è andata da amici e parenti, qualcuno ha cambiato proprio zona, molti sono stati presi sotto tutela dei datori di lavoro, poi sistemati , pare, a dormire sotto le serre piene di anticrittogamici ed antiparassitari. Si è riuscitiì ad ottenere l’intervento del cattolicissimo sindaco di Sicignano Degli Alburni: Alfonso Amato, che nel cuore della notte ha fatto arrivare due pullman e ha trasferito circa 70 persone nel suo comune. Non si è riusciti a mandare a Sicignano altre persone perché intorno alle due di notte intervennero alcuni caporali marocchini con tono minaccioso e ricattatorio tentarono di scoraggiare il trasferimento. Quando mercoledì mattina sono arrivate le forze dell’ordine, accolte con evidente soddisfazione dal Sindaco di Eboli, le presenze nel campo si erano ridotte a meno di 400 unità: molti si erano già recati al lavoro – questi escono all’alba, al mattino. Di quelli rimasti nel campo alcuni erano in possesso di permesso di soggiorno, quindi subito dopo essere stai rilasciati, in molti sono scappati nei campi; diversi, viceversa, erano ammalati ed una sessantina sono stati trasferiti in questura perché sprovvisti di documenti di soggiorno.
A questo punto c’è da porsi alcuni interrogativi: come mai la magistratura è stata così solerte nel emettere un provvedimento di sgombro per motivi igienici? Dove andranno a dormire questi poveracci senza altri beni se non quelli contenuti nella busta di plastica che si sono portati appresso? Chi impedirà che i prodotti ortofrutticoli della piana marciscano nella terra per mancanza di mano d’opera mal retribuita? Possono istituzioni politiche civili adottare provvedimenti così avventuristici? Pensiamo in primo luogo che questa solerzia della magistratura abbia molto a che vedere con le pressioni esercitate da un clan di investitori che su un terreno adiacente al lager stanno costruendo il più grande outlet del sud. Si tratta di un gruppo imprenditoriale che per dirla con un eufemismo in odore di santità. Un operazione che dissemina sul territorio, senza alcuna tutela centinaia di disgraziati finisce per rafforzare il potere dei caporali e degli agrari senza scrupoli. La Regione Campania non può e non deve rimanere a guardare ma deve assumere in proprio l’onore di offrire a questa massa di sbandati una sistemazione dignitosa . Al momento questi continuano a dormire chi sotto le serre, chi provvisoriamente ad Eboli in una struttura della Caritas chi al Comune di Sicignano. La soluzione, come è del tutto evidente, è solo l’inizio di altre e molto più gravi angherie per questi diseredati. Il traballante Sindaco di Eboli ha già dato la sua soluzione in un intervista rilasciata ad un emittente locale: “Chi non ha permesso di soggiorno dovrà essere affidato al autorità giudiziaria”. Complimenti! Era straziante ed irritante, al tempo stesso, vedere le nostre forze armate in un numero così spropositato ed equipaggiate come in una vera e propria operazione di guerra per fronteggiare poche decide di derelitti che avanzavano nel vuoto reggendo uno o due sacchetti di plastica pieni di niente, con lo sguardo spendo ed il volto senza volontà e senza fierezza. La sesta potenza economica mondiale ha segnato un altro punto a suo favore. C’è di ché essere orgogliosi.
Mentre scrivo questo articolo, pare che a Sicignano la polizia abbia fatto irruzione nella struttura comunale messa a loro disposizione. E ciò senza alcuna motivazione logica. La lunga odissea degli “invisibili” è appena iniziata.

 

 
 
COMUNICATO STAMPA Prc-Se PDF Stampa E-mail
Lavoro - Lavoro

COMUNICATO STAMPA Prc-Se

 

La Federazione di Salerno del Partito della Rifondazione Comunista e il Coordinamento provinciale dei giovani comunisti esprimono massima solidarietà ai lavoratori dell’Alcatel di Battipaglia.

Costretti da mesi alla minaccia del licenziamento oggi hanno minacciato di cospargersi di benzina perché ancora non hanno avuto una precisa presa di posizioni dalle autorità competenti..

Il Prc-Se  continuerà nella lotta  accanto agli operai per la salvaguardia dei mille posti di lavoro contro quella logica dei “padroni”, di chi deve far soldi e per farlo non esita a calpestare chi con impegno e costanza ha fatto dell’ALCATEL di Battipaglia lo stabilimento di riferimento a livello nazionale in materia di innovazione tecnologica.

Oltre alla presenza fisica nella lotta accanto agli operai promuoveremo e presenzieremo attraverso i nostri istituzionali,il consigliere  provinciale Massimo Cariello e l’assessore regionale Corrado Gabriele,l’incontro stabilito per giorno 11 settembre a Battipaglia e quello del 15 a Roma presso il Ministero del Lavoro.

 

Federazione di Salerno Partito della Rifondazione Comunista

 
In merito alla giornata del 7 Luglio PDF Stampa E-mail
Le notizie - Ultime notizie
            In merito alla commemorazione della morte di Carlo Falvella, organizzata dal fratello Marco, a nome dell’Associazione “Urla nel silenzio”, ritengo necessario fare alcune precisazioni, essendo stata coinvolta, mio malgrado e malgrado l’esplicita NON adesione e tantomeno partecipazione, comunicata  a mezzo email al Dott.Marco Falvella, mia, del mio partito e dei Giovani Comunisti, all’iniziativa di cui sopra.

            Delle due l’una, o ci sono difetti di comunicazione da parte degli organizzatori o c’è una scelta di parte, presentata, ma solo a parole purtroppo, come percorso di educazione alla non violenza.

            Infatti, si è determinata grande confusione  nell’elenco dei “partecipanti” che, preciso,  in molti casi sono esponenti politici e di associazioni, come l’Anpi, che hanno con cortesia declinato l’invito proprio perché non apparivano chiare le finalità dell’iniziativa.

            Non credo che essere contattati e opporre un diniego alla partecipazione con garbo possa essere considerata come partecipazione.

            Premesso che sono assolutamente contraria e non ho mai praticato una politica che potesse  incontrarsi anche alla lontana con una volontà di morte, non posso non rilevare che, per essere autentiche le finalità della suddetta Associazione, si sarebbe dovuto : 1) prendere le distanze da commemorazioni della morte di Carlo Falvella annunciate per la giornata del 7 luglio da parte di organizzazioni di destra che continuano una pratica di violenza nei confronti di giovani oppositori politici, che contrastano e dileggiano i valori della Resistenza e della nostra Costituzione, che, in sintesi, in nome di Carlo Falvella, predicano violenza (ho assistito personalmente ad analoga commemorazione avvenuta l’anno scorso con giovani in posa militare arringati da non più giovani storici esponenti della destra);  2) volgere gli occhi al presente e condannare tutti gli innumerevoli episodi di violenza perpetrati da giovani della destra nei confronti di giovani della sinistra, di extracomunitari, di rom, di senzatetto.

            Se l’iniziativa fosse stata veramente “libera”, questi sarebbero stati i quesiti che avrei voluto porre all’Associazione, insieme alla mia convinzione, peraltro già espressa al dott. Marco Falvella, che l’educazione delle giovani generazioni ad una pratica politica democratica passa attraverso la conferma che il campo in cui muoversi, il punto da cui partire sono la Resistenza e la Costituzione.    Altrimenti siamo alla barbarie del giustificazionismo, all’idea che tutti siano colpevoli ed innocenti insieme. Ogni tentennamento, ogni posizione “bipartisan”, così tanto di moda, induce, a mio avviso, non solo a rinnegare la nostra storia e quindi a minare alla base un progetto di costruzione della società nelle forme della democrazia, ma addirittura incoraggia l’attuale  violenza di destra nei confronti di tutti coloro che vengono ritenuti diversi da sé.

 

Titti Santulli

Segreteria Provinciale Prc Salerno
 
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