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Ordine del giorno approvato dal CPF Salerno del 30/04/2008 Il 13 e 14 Aprile 2008 il progetto di rifondazione di un campo autonomo della sinistra in Italia ha subito una battuta di arresto di carattere epocale. La sconfitta elettorale, e non solo, dimostra in maniera lampante due ordini di problemi che in qualche modo abbiamo denunciato, ma non indagato ed agito in modo adeguato, da tempo: la società e di conseguente la cultura politica dominante è più che mai spostata a “destra”; la nostra “ignoranza” della composizione di classe, così come oggi è determinata; Ciò determina che non esiste una relazione sociale e politica vera coi soggetti sociali, se non a livello locale, che per la prima volta nella storia del movimento politico comunista e di sinistra in Italia non si identificano più in un progetto complessivo (da premiare alle politiche) ma lo fanno solo in riferimento ad appuntamenti elettorali di carattere amministrativo. Se ciò detto è vero pensiamo che sia necessario ripartire da tre punti fermi intorno ai quali ricostruire la nostra azione e discussione politica: · È più che mai necessario e non più rimandabile la costruzione di un campo della sinistra autonoma che metta al centro il rilancio della cultura della trasformazione della società; · La costruzione della sinistra non può prescindere dall’individuazione puntuale dei rapporti di forza esistenti nella società e di conseguenza dei soggetti di trasformazione (o detto in altro modo: è necessario ridefinire la nuova composizione di classe e individuare la classe di riferimento su cui costruire la massa critica per la trasformazione) · Il percorso di ricostruzione del campo della sinistra non può prescindere da un soggetto politico che faccia da catalizzatore e tale forza politica non può essere costruita se non a partire da Rifondazione Comunista. Con ciò non diciamo, come altri, che semplicemente basta rintanarci nella nostra organizzazione per poter raggiungere l’obbiettivo: se è vero che la ricostruzione della sinistra in Italia deve avere un carattere “processuale”, ciò può essere fatto solo a partire da un processo di innovazione e rinnovamento culturale della nostra organizzazione. Se quanto detto è vero, non siamo solo di fronte ad una sconfitta elettorale, ma alla distruzione del nostro impianto politico ed in generale della cultura di sinistra del XXI secolo non ha mostrato di avere radici profonde. Dobbiamo lavorare fin d’ora per piantare un seme in grado di generale un albero con radici profonde che resista anche alle ventate più forti. Per tutto ciò premesso l’orizzonte della nostra azione e discussione politica non può ingessarsi intorno a questioni di ordine organizzativiste o di “resa dei conti” tutte rivolte al nostro interno, con il rischio di tornare indietro di 10 anni. Pertanto il CPF di Salerno fa appello al CPN di impiegare tutte le energie e le intelligenze per la costruzione di un congresso in grado di far discutere le/i compagn@ su questi temi e che possano farlo in un quadro unitario al fine di poter costruire una sinistra vera, utile ed efficace. Tutto ciò a partire dal fatto che il dibattito fino ad ora sviluppatosi non dimostra una divergenza irricomponibile di ipotesi politica. Questo non è un appello buonista da “vogliamoci bene” o un appello alla buona volontà, ma sottende la convinzione che la fuoriuscita da questa sconfitta epocale non può realizzarsi guardando indietro ma, facendo tesoro del patrimonio che il nostro partito ha accumulato nell’immediato passato, mettendolo a frutto, è possibile ripartire anche da un congresso che tenti ad ogni costo di costruire l’unità su una piattaforma univoca e non ambigua perché altrimenti rischiamo, per dirla con Gramsci “Percorrere altra strada significa distruggere l’opera nostra”. Salerno, 30/04/2008 |